maestro antiquario
venerdì 15 marzo 2013
LA GALLERIA CANESCHI- BRUSCHI
Quando nel 1950 il Bruniella decise di aprire una galleria
d'arte in Piazza S.Francesco ad Arezzo, trovò subito
l'adesione di un giovane,certo Ivan Bruschi, figlio di un amico
del Bruniella, amante dell'arte ed ammiratore di cose antiche.
Seguiva il Caneschi nelle sue varie ricerche e studi dell'arte
antiquaria, ma senza una vera preparazione, tanto che
si offrì di sponsorizzare la galleria e di finanziarla a metà.
La galleria d'arte Caneschi Carlo e Ivan Bruschi
divenne famosa e chiunque avesse bisogno di trovare
risposte su preziosi, gioielli, monete e opere d'arte,
nonché di acquistare pezzi unici ed introvabili, si recava la,
ad Arezzo, in piazza S. Francesco.
Molti i giovani che volevano approfondire gli studi nell'antiquariato e il Maestro Bruniella
insegnava loro con passione,pazienza e grande capacità in virtù della sua perspicacia
nel saper distinguere il vero dal falso.Anche il giovane Ivan Bruschi crebbe di notorietà
grazie alla dote innata del Caneschi e insieme iniziarono un cammino verso
il successo e la fama.
sabato 23 febbraio 2013
CANESCHI CARLO DECIO
Caneschi Carlo Decio è il nome
integrale del Bruniella.
Questo documento antico ne
attesta la veridicità nella
parte anagrafica.
Professione Antiquario
"censimento del 1931 ".
integrale del Bruniella.
Questo documento antico ne
attesta la veridicità nella
parte anagrafica.
Professione Antiquario
"censimento del 1931 ".
giovedì 14 febbraio 2013
IL MAESTRO
L'antiquario "Bruniella"era solito frequentare famiglie aristocratiche del luogo
e non solo, tra queste anche i Marchesi Rondinella.
Il suo innato talento nella ricerca e nella valutazione degli oggetti e dei dipinti
era conosciuto in tutta la valle del Casentino , in tutta la regione Toscana e
nel centro nord,
Molti personaggi illustri dell'epoca cercavano il suo parere e tra questi
frequentemente anche il Re Vittorio Emanuele.
Un giorno il comune di Arezzo dovendo ricevere il Re Baldovino
delegò il Bruniella , consulente artistico,a fare gli onori di casa.
Durante la permanenza ad Arezzo, il Re visitò tutte le chiese , la casa del Petrarca
il Duomo con la professionalità artistica del Maestro, al quale, al termine della visita
volle dare una lauta mancia. Ma con l'onestà e la spontaneità che sempre lo
contraddistinguevano, il Maestro senza parafrasare disse: - Sire, noi toscani siamo
abituati a fare l'elemosina ,non a riceverla. - E con un inchino si congedò dal Re,
lasciando tutti esterefatti per tanta imprudenza e spavalderia.
e non solo, tra queste anche i Marchesi Rondinella.
Il suo innato talento nella ricerca e nella valutazione degli oggetti e dei dipinti
era conosciuto in tutta la valle del Casentino , in tutta la regione Toscana e
nel centro nord,
Molti personaggi illustri dell'epoca cercavano il suo parere e tra questi
frequentemente anche il Re Vittorio Emanuele.
Un giorno il comune di Arezzo dovendo ricevere il Re Baldovino
delegò il Bruniella , consulente artistico,a fare gli onori di casa.
Durante la permanenza ad Arezzo, il Re visitò tutte le chiese , la casa del Petrarca
il Duomo con la professionalità artistica del Maestro, al quale, al termine della visita
volle dare una lauta mancia. Ma con l'onestà e la spontaneità che sempre lo
contraddistinguevano, il Maestro senza parafrasare disse: - Sire, noi toscani siamo
abituati a fare l'elemosina ,non a riceverla. - E con un inchino si congedò dal Re,
lasciando tutti esterefatti per tanta imprudenza e spavalderia.
martedì 12 febbraio 2013
IL BRUNIELLA
Caneschi Carlo, noto antiquario di Arezzo, soprannominato "Bruniella"
aveva l'abitudine di frequentare il caffè "Dei Costanti" in Piazza San Francesco,
ed era il punto dove abitualmente amava scambiare due chiacchiere
ma anche pareri, consigli , opinioni.
P.zza San Francesco <oggi>
Con il suo sigaro toscano sempre in bocca e un garofano rosso all'occhiello,
si distingueva dalla gente comune per la sua sobrietà e la sua innata eleganza.
Era sposato con Elisabetta Picchioli dalla quale aveva avuto cinque figli. Ida,
la più grande,morta dopo pochi mesi di vita, Giulia, Irma, Giuseppe
e Maddalena, l'ultima, e la più amata, mia nonna materna.
Abitavano in via Aurelio Saffi numero 2; la casa era molto grande,
doveva essere stata un ex convento, avevano anche un grande orto
che si affacciava sulle finestre del Convitto Vittorio Emanuele II.
L'imponente Istituto ospitava solamente ragazzi di famiglie nobili o borghesi.
Via Aurelio Saffi <oggi>
aveva l'abitudine di frequentare il caffè "Dei Costanti" in Piazza San Francesco,
ed era il punto dove abitualmente amava scambiare due chiacchiere
ma anche pareri, consigli , opinioni.
P.zza San Francesco <oggi>
Con il suo sigaro toscano sempre in bocca e un garofano rosso all'occhiello,
si distingueva dalla gente comune per la sua sobrietà e la sua innata eleganza.
Era sposato con Elisabetta Picchioli dalla quale aveva avuto cinque figli. Ida,
la più grande,morta dopo pochi mesi di vita, Giulia, Irma, Giuseppe
e Maddalena, l'ultima, e la più amata, mia nonna materna.
Abitavano in via Aurelio Saffi numero 2; la casa era molto grande,
doveva essere stata un ex convento, avevano anche un grande orto
che si affacciava sulle finestre del Convitto Vittorio Emanuele II.
L'imponente Istituto ospitava solamente ragazzi di famiglie nobili o borghesi.
Via Aurelio Saffi <oggi>
CANESCHI CARLO
incidente il 19 dicembre 1962
Famoso antiquario dell'epoca e maestro di giovani appassionati all'arte,spende la sua vita
come consulente ed esperto di antiquariato in tutta la regione Toscana.
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